Come l’AI guida l’agricoltura. Intervista a Nicola Morea
L’agricoltura del futuro passa dall’intelligenza artificiale. Una perentorietà che non ammette repliche, discussioni e, in special modo, ritardi, in un settore, quello dell’AI, che corre veloce e non si guarda indietro. Dunque, quali i vantaggi e quali le vittime di quella che a tutti gli effetti si annuncia come una nuova rivoluzione? L’ennesima certo, e forse, la definitiva.
Diventa quindi interessante domandarsi quanto questi cambiamenti siano impattanti e quanto invece possano rappresentare delle opportunità per chi opera all’interno di piccole realtà. Se infatti tali algoritmi si propongono come la naturale evoluzione di un’automazione in corso già da tempo all’interno delle grandi aziende agricole, non n’è stato indagato abbastanza il ruolo che potrebbero ricoprire in aziende dalle dimensioni molto più modeste. Tra attualità e prospettive dove si colloca il mondo rurale? Quali le sfide a cui non arrivare impreparati?
Ne parliamo partendo da Cirigliano, nel cuore della montagna materana. Poco più di duecento abitanti, con lo spopolamento che ne erode l’anima, consegnando alla materia una geografia di vicoli silenziosi e case vuote (400 abitazioni disabitate su 579 totali). È qui che prende forma Keratia. L’ossatura dell’azienda nasce dalla complementarità di una coppia, nella vita e nel lavoro. Nicola Morea, a capo dell’azienda agricola, con i fondi divisi tra Cirigliano e Irsina, e dedito sul campo alla conduzione di vigneti e oliveti; e la moglie, Donatella Leone, titolare della società nata nel 2025 per la trasformazione, l’imbottigliamento e la commercializzazione dei prodotti. Vino, olio, peperoni cruschi ed erbe officinali, i frutti della terra di cui raccontano l’autenticità.
Una qualità senza compromessi che ha permesso a questa piccola realtà di superare i confini locali. Se il mercato a chilometro zero, infatti, risponde al fabbisogno del territorio, i prodotti Keratia hanno già conquistato piazze prestigiose come Milano, rifornendo realtà di riferimento della ristorazione e panificazione d’autore come Pasta Madre e Davide Longoni. Ma ciò che distingue Keratia nel panorama dell’agrifood locale, e non solo, è la presenza di un secondo ramo d’azienda altamente tecnologico, Keratia Algorithm. Ne parliamo con Nicola Morea, che in veste di Chief Technology Officer ne è il responsabile.
Sentiamo sempre più spesso dire che l’agricoltura del futuro passa dall’Intelligenza Artificiale. Ma in che modo l’algoritmo integra e sostiene l’esperienza dell’agricoltore sul campo?
Le tecnologie legate all’IA generano una svolta gestionale in agricoltura. I sistemi di supporto alle decisioni, DSS, decision support system, sono in grado di fornire informazioni, descrizioni, analisi che riducono l’incertezza e consentono all’agricoltore di attuare strategie gestionali innovative, basate sulla specificità del suo campo. Non si tratta di ridurre soltanto i costi, ma di adottare decisioni appropriate rispetto agli scenari futuri che l’azienda affronterà nel suo ciclo produttivo.
Come risponderebbe a chi considera tale tecnologia distante, se non avversa, all’agricoltura artigianale, alle piccole realtà che per decenni hanno tracciato il profilo di questi luoghi avvalendosi delle sole risorse classiche a disposizione dell’imprenditore agricolo?
L’attività dell’agricoltore è per una sua natura condizionata da fattori di incertezza. Variabilità climatica, patologie delle piante, infestazioni di insetti, senza contare l’oscillazione dei prezzi del prodotto finale. Mentre tutti gli investimenti fissi, fertilizzazioni, irrigazione e lavoro, non sono che un’anticipazione di capitale dall’esito incerto. L’efficacia delle decisioni relative ai tempi e alle quantità di immissione dei fattori della produzione sono fondamentali per minimizzare il rischio di perdite nel raccolto ed ottimizzare i risultati economici. Il punto è che se un’impresa ben capitalizzata può assorbire facilmente eventuali perdite o riduzioni dei profitti, per un’impresa agricola artigianale l’impatto di tali eventi può essere pesante, ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale.
Per portare un esempio concreto, quali sono i dati o le percentuali stimate di risparmio idrico o di riduzione dei trattamenti chimici ottenuti finora grazie all’agricoltura di precisione nell’ambito della sua stessa azienda?
Tutta l’attività aziendale è stata riprogrammata in base agli esiti del nostro sistema DSS. Lo abbiamo utilizzato per la prima volta quest’anno, all’inizio del ciclo produttivo, a partire dai dati satellitari riferiti alle coordinate che inquadrano il nostro fondo ad Irsina.

Sulla base dei dati di riflettenza nella banda del rosso (a destra) si è ricostruita un’analisi dell’indice di vegetazione (NDVI) (a sinistra). I dati si riferiscono a fine ottobre ’25, ritraendo la situazione a vendemmia effettuata. Abbiamo rilevato una relativa secchezza nell’area del vigneto (più ci si avvicina al rosso più il terreno è secco). Utilizzando delle foto poi, attraverso l’analisi dei pixel con tecniche di Machine Learning, abbiamo ottenuto l’indice di secchezza del suolo. Nel terreno fuori dal vigneto il suolo era invece in buone condizioni.

A fine dicembre, scaricando nuovi dati satellitari e lanciando le previsioni a tre mesi dell’indice di vegetazione (NDVI) i dati mostravano un ciclo di vegetazione e un indice di materia organica più forte che negli anni precedenti.

Sulla base di questi dati abbiamo impostato il da farsi. I filari che l’anno prima erano stati aggrediti da oidio sono stati potati profondamente affinché ripartissero da nuovi tralci, sfruttando le condizioni favorevoli previste per l’NDVI. Non si è irrigato né fertilizzato, se non per le aree dove era stato fatto un re-impianto di barbatelle di aglianico.
Altro indispensabile supporto, le previsioni meteo ultra-locali. Tra fine maggio e inizio giugno erano previste giornate di leggera pioggia ed umidità, seguite da temperature molto alte per il periodo rimanente. Di conseguenza, abbiamo operato solo due cicli di trattamento antimicotico e sistemico bio. L’aratura non è stata effettuata, limitandoci al solo passaggio della fresa e lasciando la paglia al suolo per conservare l’umidità del terreno e non esporlo alla calura. Infine non è stata effettuata la potatura verde, per evitare una vendemmia anticipata ed una vinificazione fuori periodo.


In conclusione l’applicazione del nostro sistema di DSS ha consentito di migliorare la gestione del vigneto dal punto di vista di tutela della produzione e come intensità di lavoro e risorse impiegate. I risparmi nell’uso dell’acqua sono stati enormi, almeno il 50%, così come la riduzione dei costi di carburante per l’aratura.
Keratia Algorithm nasce per uso aziendale. Avete in programma di offrire questa tecnologia ad altre micro-aziende della Basilicata? E quanto è economicamente sostenibile l’investimento in tecnologie AI per una piccola realtà?
Keratia ha la proprietà di tutti gli algoritmi di IA ed ML di cui Keratia Algorithm dispone e di cui realizza le implementazioni. Ciò riduce i costi di un eventuale servizio ad altre aziende, non dovendo comprare tecnologia all’esterno. Lo scopo sarebbe creare una rete di produttori smart che condividano pratiche avanzate di gestione. In generale gli strumenti IA, se costruiti bene, dovrebbero avere costi contenuti. In caso contrario, tra un costo di acquisto del servizio IA, elevato e certo, ed un costo aleatorio di avverse condizioni climatiche, l’agricoltore accetterà di correre il rischio, come ha sempre fatto. Inoltre, a differenza di molti servizi di DSS che ricorrono a sensori e droni, tecnologie complesse e costose; i dati satellitari, di cui si avvale Keratia Algorithm, offrono una copertura ampia analizzando tutte le variabili agricole (meteo, umidità, vegetazione, struttura del suolo, salute delle piante) a costi contenuti. Se esistono esigenze specifiche si può lavorare con le rilevazioni dei sensori, ma questo non può essere la fonte dati principale di un modello di IA sostenibile e diffuso per l’agricoltura.
A Cirigliano state portando avanti il recupero di un vigneto rinselvatichito, anche in questa fase la tecnologia ricopre un ruolo?
Cirigliano per gli sviluppi di Keratia è centrale. Abbiamo cominciato a studiare la struttura del contesto attorno a Cirigliano con il ricorso a dati di riflettenza del satellite Sentinel 2. Dalle analisi che abbiamo svolto è evidente un indice di vegetazione molto alto, un buon punto di partenza. Per quanto riguarda la valorizzazione dell’antico vigneto probabilmente in autunno opereremo un reimpianto pilota con nuove barbatelle.

Dimostrare che l’agricoltura di un piccolo borgo può essere ad altissima tecnologia può essere una leva per stimolare l’interesse di futuri imprenditori, attirando giovani talenti nelle aree interne?
Oggi lo sviluppo delle tecnologie legate all’IA, ai big data e al cloud consente di lavorare con successo anche nelle aree interne, cogliendone tutti i vantaggi. Cirigliano, poi, ha un’ottima banda larga che ci consente un accesso al cloud molto robusto. Lavorare in agricoltura in un piccolo borgo che offre molte amenità, alcune condizioni di vantaggio, proprio come gli alti valori di NDVI e tecnologie all’avanguardia, può essere un volano per attrarre nuovi giovani talentuosi interessati a seguire sentieri nuovi.
Quali sono i progetti futuri dell’azienda e quali gli auspici?
Abbiamo intenzione di allargare l’applicazione degli algoritmi in modo da coprire un’attività di servizio non solo in agricoltura, ma anche nei settori che coinvolgono la tutela del paesaggio e la difesa dei beni architettonici ed archeologici. Allo scopo saranno decisivi alcuni investimenti in tecnologia tesi ad aumentare la capacità di calcolo e di immagazzinamento dei dati. Di pari passo si compiranno adeguati investimenti fissi sul territorio. Ciò che ci auguriamo è trovare uno sbocco commerciale al nostro lavoro, avendo accesso anche a una qualche forma di finanziamento esterno. Se questo non fosse possibile proseguiremo con forme di auto finanziamento, anche se più lentamente. Siamo convinti che il futuro della sostenibilità economica e ambientale passi anche da qui, ed è un treno che, come società, non possiamo permetterci di perdere.