Coppa d’Amore, nuova linfa della Magna Grecia
Coppa d’Amore e il racconto della Magna Grecia
«Coppa d’Amore? È prima di tutto un progetto, e il territorio ne è la vera anima». Imma Nucera, classe 89, una laurea in filosofia alle spalle, prima la specializzazione come operatore turistico e poi nel settore del wedding and event. Il filo conduttore che la riporta a vivere ed investire nella propria terra è l’amore che la lega ad essa.
«La Basilicata custodisce angoli di straordinaria bellezza e autenticità. Territori in cui la natura si intreccia con la storia e con la cultura. È in questo contesto che due anni fa nasce Coppa d’Amore, l’azienda che conduco con Giuseppe Braico, che ha studiato enologia e viticoltura a Potenza, compagno di vita e adesso anche d’avventura». La sede dell’azienda a Policoro, moderna erede dell’antica Herakleia; i vigneti, nel cuore verde di Metaponto. Il legame con la tradizione e lo sguardo dritto verso il futuro.
Il territorio: tra sole, mare e storia millenaria
Non due semplici località della costa ionica lucana, ma luoghi carichi di storia, in cui la cultura delle genti enotrie e magno greche si fuse tra loro, qui dove l’uomo imparò a dialogare con una natura generosa, capace di offrire frutti straordinari.
«I nostri vigneti affondano le proprie radici in suoli sabbiosi e ricchi di minerali, modellati da millenni di depositi alluvionali. È una terra che respira il mare, la nostra. Le brezze dello Ionio e le correnti fresche provenienti dalle colline lucane creano un microclima perfetto, capace di regalare uve dal carattere intenso, profumate e ricche di complessità aromatica».
A fare il resto, il sole delle lunghe estati mediterranee. Il risultato è un vino autentico e riconoscibile.
Il vino: Ralè, Primitivo Basilicata IGP
Prima etichetta dell’azienda è Ralè, Primitivo Basilicata IGP. «Il nome è la crasi tra Rachele e Lea, le nostre due figlie. Una sorta d’omaggio alla famiglia, per disegnare un grande puzzle in cui tenere assieme tutto». Il suo colore è un rosso rubino profondo, il profumo un bouquet avvolgente di frutti rossi, mentre al palato si rivela morbido, rotondo ed equilibrato, con tannini eleganti e armoniosi.
Non un semplice Primitivo, ma un vino che porta con sé una filosofia. L’etichetta richiama infatti le celebri figure rosse delle anfore greche, simbolo di convivialità e cultura. Nel logo, invece, compare la kylix, la coppa più amata nei simposi dell’antica Grecia, emblema di incontro, dialogo e condivisione.
Così come nel Simposio di Platone il vino diventava veicolo di pensiero e di confronto. Oggi Ralè vuole essere proprio questo, un ponte tra passato e presente: un calice che invita a riscoprire il piacere della lentezza, della comunità e della memoria.
Filosofia e identità
«Il mio primo grande amore è stato la filosofia. Il marketing turistico esperienziale, il wedding event e i progetti nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, sono state semplicemente strade diverse per proseguire verso la stessa meta. La creazione di valore per il mio territorio».
Coppa d’Amore non produce vino soltanto per il mercato, ma per raccontare una storia. Un omaggio alla Magna Grecia e alla Basilicata. La filosofia in questo caso è una sola, semplice e profonda: custodire la terra, rispettarne i cicli naturali. Proporre non solo un prodotto, ma un racconto. Rievocare l’energia di un territorio che da millenni è crocevia di popoli e civiltà, intrecciando passato e futuro in una sintesi di eleganza e identità.
«Vogliamo che ogni calice diventi un viaggio, tra i colori del Meditarraneo, i profumi della campagna lucana, le voci di filosofi e poeti che qui hanno lasciato la loro impronta. Da qui l’idea di proporre e presentare Ralè all’interno dei musei archeologici che custodiscono i preziosissimi vasi a figure rosse. Chiudere il cerchio. Abbracciare tutt’assieme, natura e cultura, in un’esperienza di bellezza e condivisione».